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ASSEGNO DI MANTENIMENTO O MANTENIMENTO DIRETTO?
 
Generalmente, sia le separazioni consensuali che quelle giudiziali risolvono la questione del mantenimento dei figli fissando un assegno periodico, che il genitore economicamente più forte eroga a favore del genitore economicamente più debole.

La strada dell’assegno, tuttavia, non è l’unica percorribile. La nuova legge sull’affido condiviso, infatti, prevede che “ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità”.

La dizione “ove necessario”, inserita nel testo di legge, sembra suggerire che il legislatore abbia voluto privilegiare la logica del mantenimento diretto, secondo la quale, una volta stabilito l’impegno economico che ciascun genitore si deve assumere ? in ragione del principio di proporzionalità tra i redditi ?, questo possa essere assolto provvedendo al pagamento di alcune categorie di spesa, fino a coprire completamente la quota parte spettante.

Ad esempio, un genitore può preferire accollarsi le spese delle utenze (telefono, energia, condominio) e quelle scolastiche, lasciando all’altro il compito di pensare alle altre spese. Naturalmente, la decisioni di dividersi alcune delle spese presuppone un largo accordo tra i genitori.

Se questo è il caso, la nuova versione di MoCAM può aiutare i genitori a trovare un accordo: dopo aver stimato il costo dei figli, infatti, questo viene ripartito tra varie categorie di spesa, fornendo così ai genitori informazioni utili al fine di definire una soluzione per il mantenimento diretto.

In chiusura della relazione, viene riportata una tabella del tipo

Ripartizione del costo della prole per categorie di spesa

Utilizzando i dati della tabella, i genitori possono decidere quali spese sono a carico dell’uno o dell’altro, in funzione delle preferenze di tutti (figli compresi) e del coinvolgimento di ciascun genitore nel processo educativo.

                                                                      Vedi esempi di relazioni di MoCAM

Ovviamente, una scelta di questo tipo non garantisce, in genere, il pieno rispetto del principio di proporzionalità e quindi uno dei genitori potrà assumersi alcune spese (per un ammontare inferiore a quanto dovuto) e contribuire alle altre in modo indiretto attraverso un assegno “specifico”. Questo apre la via ad una soluzione concordata di mantenimento misto, diretto e indiretto, che forse soddisferebbe in modo ottimale le esigenze dei genitori e dei figli, ma che presuppone una stretta collaborazione tra i genitori e uno scarso (o nullo) tasso di conflittualità.

Se si sceglie questa via, l’importo dell’assegno, che comunque viene calcolato da MoCAM, diviene solo una indicazione dell’impegno economico che il genitore economicamente più forte deve assumersi in aggiunta alle spese che già sostiene durante la convivenza. Un accordo tra le parti specificherà in quale modo il genitore farà fronte a questo impegno.


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